Interrogazione parlamentare di Franco Ceccuzzi: Sui tagli di risorse alle scuole e sull’iniziativa dei consigli di istituto e di circolo didattico di Siena e provincia.
Questo materiale arriva da Rita, è molto interessante leggere il testo dell’interrogazione e la risposta fornita dal governo, premesso che si fa una certa fatica a leggere il tutto, ci sembra veramente un dialogo tra sordi. Stupefacente l’ultima parte della risposta in cui pare che le scuole della provincia di Siena trabocchino di soldi, dove sta l’inghippo? Sarebbe molto apprezzato il commento tecnico di un dirigente….
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/02682
Dati di presentazione dell’atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 301 del 18/03/2010
Firmatari
Primo firmatario: CECCUZZI FRANCO
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 18/03/2010
Commissione assegnataria
Commissione: VII COMMISSIONE (CULTURA, SCIENZA E ISTRUZIONE)
Destinatari
Ministero destinatario:
- MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA
- MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE
Stato iter:
CONCLUSO il 27/04/2010
Partecipanti allo svolgimento/discussione
RISPOSTA GOVERNO
27/04/2010
SOTTOSEGRETARIO DI STATO ISTRUZIONE, UNIVERSITA’ E RICERCA
REPLICA
27/04/2010
PARTITO DEMOCRATICO
Fasi iter:
MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 18/03/2010
DISCUSSIONE IL 27/04/2010
SVOLTO IL 27/04/2010
CONCLUSO IL 27/04/2010
Atto Camera
Interrogazione a risposta in Commissione 5-02682
presentata da
FRANCO CECCUZZI
giovedì 18 marzo 2010, seduta n.301
CECCUZZI. -
Al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, al Ministro dell’economia e delle finanze.
- Per sapere – premesso che:
la Costituzione italiana tutela e promuove il diritto universale all’istruzione;
le scuole italiane stanno vivendo una situazione finanziaria di assoluta e perdurante gravità, causata soprattutto dalla drastica riduzione di finanziamenti operata dall’attuale Governo nel corso della XVI legislatura;
tale dissesto finanziario è stato aggravato dai recenti provvedimenti presentati dal Governo ed approvati dal Parlamento in materia. In particolare:
dal decreto-legge n. 112 del 2008 che ha reso obbligatorie anche per un solo giorno di assenza la visite fiscali a carico dell’istituto scolastico;
dal decreto ministeriale n. 803 del 3 ottobre 2008, che ha ridotto i finanziamenti previsti per l’organizzazione dei corsi di recupero dei debiti formativi a 58 milioni di euro per l’anno 2009, a fronte dei 288 previsti per l’anno scolastico 2007-2008;
dal decreto-legge n. 112 del 2008, che a fronte di un credito complessivo vantato attualmente dalle scuole di 560 milioni di euro, ha stanziato 200 milioni di euro;
dalla legge finanziaria per il 2009 che ha ridotto di 50 milioni di euro il fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche;
la legge di bilancio per il 2010 ha infatti ridotto ulteriormente gli stanziamenti dei capitoli destinati alle «competenze dovute al personale delle istituzioni scolastiche, con esclusione delle spese per stipendi del personale a tempo indeterminato e determinato» e al «funzionamento delle istituzioni scolastiche». Si tratta di stanziamenti che erano stati precedentemente istituiti con la legge finanziaria per il 2007 del Governo Prodi per sostenere l’autonomia scolastica: tali capitoli, presenti in ciascuno dei programmi riguardanti la scuola dell’infanzia, la scuola primaria, la scuola secondaria di primo e di secondo grado, sono stati tagliati per un totale complessivo di 226.838.243 euro, di cui 97.988.043 euro per il funzionamento e 128.850.200 euro per il personale;
ricorrendo a decreti-legge e voti di fiducia il Governo ha finito per erodere, ad avviso degli interroganti, gli spazi di discussione in Parlamento. Con semplici regolamenti il Governo sta infatti procedendo ad un effettivo ridimensionamento della scuola pubblica del nostro Paese attraverso:
il taglio 8 miliardi di euro di finanziamenti complessivi e di 130.000 posti di lavoro fra insegnanti e personale tecnico amministrativo;
la riduzione degli orari scolastici;
il ridimensionamento dei contenuti e della qualità dei programmi didattici;
va inoltre aggiunto che la situazione finanziaria degli istituti scolastici è acutizzata dal fatto che le scuole vantano, nei confronti del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, crediti per circa un miliardo di euro, crediti che sono stati accumulati anno dopo anno ed il cui anticipo ha permesso fino ad ora il corretto svolgimento delle attività didattiche;
l’inadeguatezza delle risorse trasferite dallo Stato (che – va ricordato – rappresentano la principale fonte di finanziamento delle istituzioni scolastiche) sta quindi impedendo il regolare funzionamento delle attività didattiche. In particolare l’assunzione ed il conseguente pagamento di stipendi ai docenti supplenti, il pagamento per gli appalti di pulizia e la corretta ed adeguata fornitura di materiale didattico e di consumo;
da quanto emerge dagli organi di stampa e dalle denunce di molti dirigenti didattici in tutta Italia il budget per gli istituti scolastici per le supplenze brevi, elaborato in base ai parametri ministeriali incrementati del 50 per cento (così come previsto dalla circolare ministeriale n. 3338 del 25 novembre 2008 che ha per oggetto il «Programma annuale delle istituzioni scolastiche per l’anno 2009»), è stato di circa 323 milioni di euro per l’anno 2008; una cifra ridotta notevolmente rispetto ai 573 milioni di euro del 2007 e ai circa 900 milioni di euro del 2004. Questa situazione sta causando una gravissima condizione di disagio nel corpo dirigente, docente, tecnico ed amministrativo di tutte le scuole e istituti italiani in quanto l’assegnazione di risorse per impegni non programmabili a priori non può essere soddisfatta con un budget fisso che non tiene in alcun conto il dato storico sul ricorso alle supplenze, né prevede alcuna forma di compensazione nel caso di eventuale superamento del limite massimo (assegnazione base aumentata del 50 per cento);
il Ministero dell’istruzione dell’università e della ricerca, con circolare n. 9537 del 14 dicembre 2009 «Programma annuale 2010» inviata alle scuole in data 22 dicembre 2009 (ultimo giorno prima delle vacanze natalizie), ha comunicato la riduzione del 25 per cento per la spesa di appalti per le pulizie e sorveglianza e di tutte le scuole di primo e secondo grado, a partire dal 1o gennaio 2010. Il taglio del 25 per cento riguarda anche appalti in corso ed in scadenza tra giugno e dicembre 2010, contratti regolarmente sottoscritti ed attualmente in pieno vigore. Tale riduzione, oltre a comportare l’immediato licenziamento dei lavoratori delle ditte di appalto, si ripercuoterà inevitabilmente sui livelli di pulizia e di igiene degli istituti scolastici, già in gran parte fatiscenti e bisognosi di interventi di ristrutturazione;
i mezzi di informazione riportano, da molte settimane, come le scuole non abbiano più nemmeno i fondi, non solo per pagare le supplenze, ma per comprare il materiale necessario al corretto svolgimento delle attività didattiche: tra cui addirittura cancelleria, banchi, sedie e strumenti vari. In molti casi queste spese sono state anticipate dagli stessi istituti con i contributi volontari versati dai genitori degli alunni che sarebbero invece dovuti servire a migliorare l’offerta formativa (ad esempio, per finanziare gite, acquistare libri e mezzi informatici e tecnologici);
tra le forme di protesta portate avanti, in questi giorni in tutta Italia, da genitori, docenti e dirigenti scolastici si deve meritoriamente segnalare l’iniziativa promossa dai presidenti di dodici fra consigli di istituto e di circolo didattico di Siena e provincia: si tratta dei rappresentanti dei genitori di alunni che frequentano scuole materne, elementari e medie che hanno inviato una lettera ai Ministri dell’istruzione, dell’università e della ricerca e dell’economia e delle finanze nella quale annunciano (come riportano mezzi di informazione) che «metteranno formalmente in mora» il Governo «se non provvederà a erogare i soldi necessari per far funzionare le scuole e che adiranno a vie legali per ottenerli»;
la lettera in questione segnala inoltre testualmente che la mancanza di risorse per il settore scolastico, imputabile allo Stato, rischia di tradursi in «un aggravio di contributi richiesti – in diverse forme – alle famiglie, agli studenti, agli Enti Locali, contravvenendo ai principi costituzionali che pongono l’istruzione come diritto universale e generale, e che non deve essere subordinata alle disponibilità economiche dell’utenza»;
va aggiunto che molti comuni in tutta Italia hanno approvato ordini del giorno per criticare le politiche nazionali per la scuola i cui effetti si stanno inevitabilmente ripercuotendo sul diritto all’istruzione e sull’efficacia e la qualità del sistema scolastico soprattutto nei piccoli centri;
va inoltre ricordato, in questo contesto, che le scuole private, negli ultimi anni, hanno visto crescere notevolmente i contributi da parte dello Stato che sono passati dai 332 milioni di euro del 2001 agli oltre 561 milioni di euro del 2008. Senza considerare che nel 2009 vi è stato un ulteriore stanziamento di 120 milioni -:
quali iniziative si intendano assumere per assegnare alla scuola italiana le risorse indispensabili per la fruizione del diritto allo studio il cui godimento, sancito dalla Costituzione viene precluso dai tagli, sin qui operati, come denunciato dai docenti, dirigenti, personale tecnico amministrativo, genitori e alunni ed enti locali in tutto il Paese;
quali iniziative si intendano, assumere, in collaborazione con gli enti locali, ed in particolare, con i piccoli comuni, per garantire le pari opportunità di fruizione del diritto allo studio in tutto il territorio nazionale, con particolare riferimento alle aree a bassa concentrazione demografica, montane ed a sviluppo rurale;
se, quando e con quali contenuti i Ministri interrogati abbiano risposto alla lettera inviata dai rappresentanti dei consigli di istituto e di circolo didattico di Siena e provincia.(5-02682)
ALLEGATO 8
5-02682 Ceccuzzi: Sui tagli di risorse alle scuole e sull’iniziativa dei consigli di istituto e di circolo didattico di Siena e provincia.
TESTO DELLA RISPOSTA
In merito a quanto rappresentato nell’atto in discussione, va in primo luogo fatto presente che il Governo ha preso l’impegno di tenere sotto controllo i conti pubblici eliminando sprechi ed inefficienze.
Come risulta dalle indagini dell’OCSE, le scuole italiane spendono mediamente per ciascuno studente molto più degli altri paesi dell’area OCSE ma i rendimenti in termini di istruzione sono al di sotto della media. Bisogna quindi restituire al servizio scolastico efficienza ed efficacia ed elevarne la qualità per avvicinarlo agli standard internazionali ed europei.
Al raggiungimento di questi obiettivi mirano i provvedimenti promossi dal Governo ed approvati dal Parlamento, ai quali si fa riferimento nell’interrogazione, ivi comprese le disposizioni in materia di organizzazione scolastica introdotte dall’articolo 64 del decreto-legge n. 112 del 2008, il cui impianto complessivo – va ricordato – è stato in buona sostanza riconosciuto costituzionalmente legittimo dalla sentenza della Consulta n. 200 del 2009.
Quanto alla materia del diritto allo studio, non va dimenticato che la materia stessa è dall’ordinamento attribuita alla competenza delle Regioni e degli Enti locali.
In relazione, poi, alla situazione finanziaria delle istituzioni scolastiche, faccio presente quanto segue.
Per quanto riguarda la nota ministeriale protocollo n. 9537 del 14 dicembre 2009, citata nell’interrogazione, è noto che con la stessa nota sono state fornite indicazioni alle istituzioni scolastiche preordinate alla compilazione dei documenti contabili per il programma annuale del 2010, tenendo conto delle risorse finanziarie attualmente disponibili sui capitoli di spesa concernenti il personale ed il funzionamento delle istituzioni scolastiche statali; ciò per consentire alle istituzioni scolastiche una programmazione certa con relativa copertura finanziaria.
Nella suddetta nota si sono richiamate le istituzioni scolastiche ad una corretta tenuta delle scritture contabili mediante assunzioni degli impegni di spesa a tutela dei beneficiari (personale scolastico, lavoratori socialmente utili, eccetera).
Relativamente alle supplenze, è stata assicurata una risorsa complessiva annuale ad ogni istituzione scolastica tenendo conto dei parametri previsti dal decreto ministeriale n. 21 del 2007; le maggiori ineludibili esigenze che saranno rappresentate dalle istituzioni scolastiche, previo verifica del fabbisogno segnalato, verranno soddisfatte in considerazione dell’esigenza di assicurare il diritto all’istruzione.
Si è inoltre suggerito di applicare l’avanzo di amministrazione presunto nella misura necessaria e priva di vincoli, al fine di consentire la copertura degli impegni assunti e da assumere dalla scuola. A questo proposito, si è anche ricordato che il bilancio dell’istituzione scolastica deve tendere al pareggio come previsto dal regolamento amministrativo-contabile adottato con decreto interministeriale n. 44 del 2001.
Pag. 287
Quanto, poi, alla rimodulazione dei contratti di fornitura dei servizi di pulizia ed altre attività ausiliarie riferiti ai cosiddetti appalti storici (direttiva n. 68 del 2005), va detto che la rimodulazione stessa rappresenta il 2,25 per cento del totale delle risorse destinate a detti servizi; a tutte le istituzioni scolastiche sono assicurate risorse finanziarie quanto meno pari al costo del personale sostituito con i servizi esternalizzati, garantendo quindi i più opportuni livelli di servizio e liberando risorse per altre spese di funzionamento.
Per ciò che riguarda l’imputazione dei residui attivi nell’aggregato Z «Disponibilità da programmare», l’indicazione è data per i residui attivi vantati nei confronti della Direzione generale per la politica finanziaria e per il bilancio del Ministero, per i quali sono state avanzate apposite richieste di assegnazione al Ministero dell’economia e delle finanze.
Per quanto concerne la copertura delle voci di spesa, i finanziamenti rientrano nell’assegnazione complessiva per spese di personale e di funzionamento; l’assegnazione dei fondi tiene conto dell’autonomia delle istituzioni scolastiche che gestiscono il «budget» assegnato considerando i criteri indicati.
In data 22 febbraio 2010 sono stati forniti ulteriori chiarimenti riguardo alle supplenze brevi e saltuarie, alla corretta assunzione degli impegni di spesa e alle spese di pulizia.
A tale ultimo riguardo, è stato confermato che a ciascuna istituzione scolastica viene garantita una risorsa finanziaria pari almeno al costo del personale statale ridotto per effetto della esternalizzazione dei servizi. Pertanto, nel caso in cui la somma per spese di pulizia, comunicata con la sopra citata nota ministeriale del 14 dicembre 2009, fosse inferiore all’anzidetta risorsa finanziaria, la stessa somma verrà integrata della differenza. Nell’ipotesi, poi, che le somme già assegnate risultassero eccedenti, l’eccedenza rimarrà a disposizione della scuola per il prosieguo del contratto ex «appalto storico» ovvero per le ulteriori esigenze di funzionamento. Nella ulteriore ipotesi che la differenza tra le somme assegnate e il costo del personale ridotto per effetto della esternalizzazione risulti particolarmente rilevante, la differenza sarà oggetto di opportuna analisi.
Successivamente, il 10 marzo scorso, sono state fornite ulteriori precisazioni in merito alle richieste di maggiori finanziamenti per le spese di supplenze brevi che le istituzioni scolastiche debbono sostenere per consentire l’ordinato svolgimento delle lezioni e, quindi, garantire il diritto all’istruzione. È stato pure puntualizzato che la risorsa finanziaria già comunicata il 14 dicembre scorso comprende la spesa annua presunta per supplenze, determinata secondo i criteri indicati dal decreto ministeriale n. 21 del 2007.
Dal decorso mese di marzo, il Ministero procede periodicamente a monitorare gli impegni di spesa assunti nell’anno tramite i flussi finanziari alfine di disporre, previa verifica, eventuali reintegri.
Per quanto riguarda in particolare la situazione delle istituzioni scolastiche di Siena e provincia, cui si fa specifico riferimento nell’interrogazione, dai dati comunicati da 38 scuole sul totale di 40, ad inizio del corrente anno scolastico le stesse disponevano di un fondo cassa pari a 4.728.426,48 euro a fronte di passività pari a 1.097.451,70 e di un avanzo di esercizio di 132.468,43. Peraltro i finanziamenti complessivi relativi alle scuole della provincia di Siena per l’anno 2009 ammontano a 4.304.461,50 ed il totale assegnato per il 2010 fino ad ora risulta pari a 5.149.758,05 euro.
5-02682 Ceccuzzi: Sui tagli di risorse alle scuole e sull’iniziativa dei consigli di istituto e di circolo didattico di Siena e provincia.
Il sottosegretario Guido VICECONTE risponde all’interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 8).
Franco CECCUZZI (PD), replicando, si dichiara insoddisfatto della risposta fornita dal rappresentante del Governo che denota la mancanza di adozione di qualsiasi iniziativa da parte dell’Esecutivo che vada nella direzione di rafforzare il diritto allo studio. Ricorda che genitori e insegnanti si sono rivolti ai Ministeri dell’istruzione e dell’economia per denunciare l’insufficienza di materiali didattici necessari a svolgere l’ordinaria attività didattica, senza avere alcuna risposta. Ritiene quindi necessario che i Ministri interessati diano seguito al più presto alle giuste istanze avanzate dalle famiglie.
Valentina APREA, presidente, dichiara concluso lo svolgimento delle interrogazioni all’ordine del giorno.
La seduta termina alle 13.30.
cari amici del blog, a parte il lessico politichese di difficile intelligibilità e l’altrettanto intollerabile generalistica “non risposta” della Aprea, ho una domanda per voi tutti: qualcuno può indicarmi dove posso trovare indicazioni non politichesi sui fantomatici parametri OCSE, così magari capiamo veramente di cosa si tratto e quali sono le voci di riferimento?
Grazie e buon fine settimana a tutti
elisabetta