Quante volte una scuola entra dentro un ponte?

Siamo un gruppo di insegnanti e lavoratori della scuola della provincia di Siena che ritengono sia giunto il momento di prendere delle iniziative, anche al di fuori degli ambiti sindacali o politici, per difendere la propria dignità professionale e la dignità della scuola pubblica.
Non siamo contro le riforme tout court. Non siamo a favore dell’immobilismo. Vediamo chiaramente che nella scuola attuale ci sono molte storture, molti difetti. Crediamo però che una buona riforma della scuola non si faccia a colpi di tagli al bilancio, ma avendo chiara la direzione nella quale si vuole andare, e avendo chiaro il contesto socioeconomico nel quale lo stato si trova. Le attuali linee programmatiche della riforma non poggiano su nessuno di questi presupposti. O forse poggiano sul peggiore dei presupposti: che la cultura, la libertà di pensiero, la possibilità offerta ai giovani di poter scegliere il proprio futuro non siano irrinunciabili diritti, ma “optionals” poco rilevanti nella società.
E questo, proprio non lo accettiamo.
Questo blog è nato per coordinare azioni tese a contrastare quello che sembra essere il triste destino della scuola pubblica italiana. Cerchiamo idee, informazioni, suggerimenti e qualsiasi contributo possa servire a non subire passivamente una riforma che a nostro avviso peggiorerà il servizio offerto agli studenti e penalizzerà la professionalità e l’occupazione degli insegnanti.
Se, indipendentemente dall’appartenenza sindacale o politica, ritenete che valga la pena confrontarsi e discutere, questo è un luogo per farlo. Se volete partecipare al blog anche come autori consultate la sezione “help”.
Rettifica, non siamo solo insegnanti, ci sono anche ATA tra noi. Siamo un gruppo di donne e uomini che lavorano nella scuola pubblica e che credono che la scuola pubblica rappresenti uno dei migliori “fondi di investimento” di uno stato, di una società civile.
Non siamo contro le riforme tout court. Non siamo a favore dell’immobilismo. Vediamo chiaramente che nella scuola attuale ci sono molte storture, molti difetti. Crediamo però che una buona riforma della scuola non si faccia a colpi di tagli al bilancio, ma avendo chiara la direzione nella quale si vuole andare, e avendo chiaro il contesto socioeconomico nel quale lo stato si trova. Le attuali linee programmatiche della riforma non poggiano su nessuno di questi presupposti. O forse poggiano sul peggiore dei presupposti: che la cultura, la libertà di pensiero, la possibilità offerta ai giovani di poter scegliere il proprio futuro non siano irrinunciabili diritti, ma “optionals” poco rilevanti nella società.
E questo, proprio non lo accettiamo
Ciao Giuliana
Grazie della rettifica ho già provveduto a correggere ed anzi ho riportato le tue parole sulla pagina del blog perché (credo) rendano molto bene l’idea dello spirito di questa iniziativa.
Lo spirito di questo blog credo dovrebbere essere proprio questo, qualcosa di costruito da tutti.
Salve.
Mi chiamo Michele Guerra e scrivo da Monte Sant’Angelo (FG).
Ho compiuti l’università e gli studi musicali a Siena e attualmente ho una supplenza di un anno in strumento musicale-chitarra in provincia di Foggia.
Ho saputo da mia cognata Patrizia del vostro impegno.
Tenetemi per favore aggiornato sulle vostre discussioni.
Voglio provare anch’io a muovere le acque di questo stagno culturale chiamato Italia, intorbidito dalla finta libido di certa cultura televisiva…non so da dove iniziare…ma vediamo un po’ …
saluti
Michele
“Ho compiuti l’università e gli studi musicali ” la concordanza al plurale stona un po’ : errata corrige : ” ho compiuto…”
Ciao Michele,
grazie delle tue parole, ci fa molto piacere e ci serve da incoraggiamento sentire che ci sono persone sensibili ai problemi della scuola pubblica e preoccupate per il suo futuro. Seguici sul blog, ti terremo informato e anzi tienici informati anche tu su eventuali iniziative a Foggia.
P.S. E’ vero che da queste parti pullula di professoresse (e qualche professore) di lettere sempre all’agguato di eventuali errori e strafalcioni, ma io non mi preoccuperei troppo delle concordanze.