Lunedì 12 aprile 2010
CONFERENZA STAMPA
Coordinamento salvascuola
Ore 15:00
Aula magna del Liceo Volta
Colle di Val d’Elsa Siena
a seguire incontro con genitori e alunni
Cari genitori
Forse non vi sarà mai capitato di ricevere una lettera da parte degli insegnanti dei vostri figli, ma questo è davvero un momento molto particolare.
La scuola così come la conoscete oggi sta per scomparire.
Quella che chiamano riforma è in realtà un drastico taglio di fondi da parte dello Stato, pari a otto miliardi (8.000.000.000) di euro in tre anni. Il governo ha deciso di risparmiare, e ha deciso di farlo sul futuro formativo dei nostri ragazzi e ragazze.
Per esempio:
- aumento del numero di alunni per classe
- riduzione dell’orario scolastico
- riduzione delle discipline
- riduzione delle ore di laboratorio
- abbassamento del livello culturale
- declassamento delle qualifiche professionali
Nella “nuova scuola” non è previsto alcun investimento, solo tagli e risparmi, favorendo i finanziamenti alle scuole private. Intanto le scuole sono in credito di oltre un miliardo di euro dalla Stato, e, quel contributo in denaro che l’istituto vi sta chiedendo proprio in questi giorni serve a mandare avanti la scuola nelle sue necessità primarie. Senza quel contributo la scuola rischierebbe di chiudere i battenti, perché lo Stato non manda soldi neanche per pagare la carta, l’inchiostro e, meno che mai, le supplenze
Vi sarete accorti che sempre più spesso la scuola è costretta a far entrare i vostri figli in ritardo o a farli uscire in anticipo o a lasciarli senza insegnante, sorvegliati a distanza dai bidelli perché non ci sono soldi per pagare i supplenti.
Siamo preoccupati, ma decisi comunque a non arrenderci e a difendere con determinazione la scuola pubblica, la scuola della Costituzione, la scuola di tutti. Questa battaglia, tuttavia non possiamo condurla da soli. Abbiamo bisogno di tutto il vostro appoggio, pertanto, abbiamo organizzato un incontro pubblico.
Care ragazze, cari ragazzi,
forse non vi sarà mai capitato di ricevere una lettera da parte dei vostri insegnanti e di coloro che lavorano nella scuola, ma questo è davvero un momento molto particolare!
La scuola così come la conoscete sta per scomparire.
Da diversi anni lo stato non fornisce più alle scuole i soldi necessari per provvedere a quelle che sono le esigenze di base: materiali, manutenzione degli edifici, pagamento dei supplenti. Questo comporta le conseguenze che avete ogni giorno davanti agli occhi. E che dire poi di un altro aspetto fondamentale: tutti voi sapete bene cosa significa cambiare professori ogni anno.
Ora, provate a immaginare una scuola dove non soltanto restano questi problemi ma se ne aggiungono altri:
- classi più numerose
- meno bidelli e dunque aule non curate e pulite quotidianamente
- meno ore di materie di indirizzo e meno ore di laboratorio e quindi un diploma che vi rende meno preparati, con la scomparsa totale di alcune discipline, sostituite da nuove, di cui ancora non si conoscono contenuti e linee programmatiche
- nei professionali incertezze sul rilascio della qualifica e declassamento del titolo di studio finale
- meno soldi da destinare alle attività progettuali, all’innovazione tecnologica e alle attività extrascolastiche.
EBBENE NON è fantascienza!!
Questa scuola del “meno” è quello che vi aspetta da settembre! Questa “riforma” non pensa alla vostra formazione umana e professionale, punta soltanto al risparmio e lo fa sulla vostra pelle. Questa “Riforma” vi prende in giro: non è vero che essa riguarderà solo le classi prime come vogliono farvi credere. Da settembre tutte le classi (tranne le quinte) faranno meno ore. Insomma vi ritroverete con un tipo di scuola e di percorso che non è quello che avevate scelto con le vostre famiglie.
Pochi giorni fa avete fatto la vostra iscrizione per l’anno prossimo.
Sapete che la Costituzione Italiana prevede che la scuola si OBBLIGATORIA E GRATUITA? E allora, perché versare le tasse scolastiche? Perché senza questa quota, chiesta ad ognuno di voi come contributo volontario, la nostra scuola non potrebbe continuare a funzionare! Avanti di questo passo, la scuola pubblica non varrà più nulla; chi vorrà una buona istruzione dovrà iscriversi alle scuola private che invece, paradossalmente, ricevono molti contributi dallo Stato, mentre, chi non può permetterselo dovrà accontentarsi di rimanere un cittadino di serie B.
NOI NON VOGLIAMO ACCONTENTARCI !!! Vogliamo una scuola pubblica di qualità perché ci crediamo. E sicuramente la volete anche voi.
Per tutte queste ragioni abbiamo deciso che è ora di dire NO. Non possiamo però farcela da soli, ed è per questo che ci rivolgiamo a voi e alle vostre famiglie. Prossimamente ci sarà un incontro pubblico ed altre iniziative nelle quali cercheremo di spiegare cosa vi aspetta grazie a “questa riforma”.
Carissimi, sto cercando di contattare membri di Sinistra Ecologia e Libertà di Colle per presenziare sia alla conferenza stampa sia alla riunione della settimana prossima. A voi va bene?
Fatemi sapere.
Grazie,
Gabriella
Ciao Gabriella
Parlo chiaramente a titolo personale.
Maggiore è la risonanza e la partecipazione che riusciamo a dare alla conferenza stampa e meglio è una cosa però a cui secondo me dobbiamo stare attenti è non trasformare questa azione di protesta di lavoratori della scuola in una iniziativa che sia semplicemente antigovernativa o antiberlusconiana. Il fatto che magari io personalmente non abbia una grande opinione dell’attuale presidente del consiglio è altra cosa.
Anche se è difficile mi piacerebbe che non si potesse ascrivere nessun colore o che non si riconoscesse nessuna egemonia su questo coordinamento.
Rifacendomi alla parole di Giuliana, non sono contro la riforma tout court, se ci fossero colleghi convinti della bontà di alcuni aspetti di questa riforma e me ne volessero parlare li ascolterei volentieri.
Sono qui perché preoccupato come insegnante delle conseguenze di scelte sulla scuola che ritengo sbagliate e vorrei che il maggior numero possibile di persone si ponesse almeno il problema.
Detto questo chiaramente TUTTI credo possono partecipare ed essere coinvolti.
Ciao ci vediamo a scuola.
Caro Michele e Cari TUTTI,
lontana da me l’idea di coinvolgere nel nostro progetto “colori politici”, pensavo che forse metterli a conoscenza che il loro silenzio è per noi COLPEVOLE, soprattutto qui, a Colle, dove l’istruzione media superiore rischia di perdere parti delle sue offerte!
Anchi’io non sono “A Priori” contro la riforma, ma contro la distruzione della scuola pubblica SI, contro la possibilità, ormai ben delineata che nel nostro territorio, come in altre parti d’Italia, le scelte andranno sempre più a restringersi,SI!
ciao, a presto
D’accordissimo con te su questo. Dobbiamo senza dubbio cercare di coivolgere il più possibile tutti i componenti delle amministrazioni locali.
Sono dell’opinione di MIchele, anzi è importante che tutti siano invitati a partecipare senza però sfruttare la nostra platea per “propagandare” se stessi. In altre sedi possono, hanno fatto (alcuni) e soprattutto debbono fare. Come abbiamo sempre sottolineato con i sindacati, così ancora di più per i partiti. Non per paura, ma per incentrare solo sul problema scuola la nostra azione, aprendo a chiunque condivida la discussione (parrà strano ma esiste anche qualcuno in conflitto con la propria posizione politica). Per avere peso dobbiamo pesare, non stringiamo noi il cerchio parcellizzando la nostra forza.
E’ di questa mattina la notizia che il presidente Napolitano ha firmato la “riforma”….tra qualche giorno la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale…dobbiamo agire, tutti insieme e subito. Per farlo, tuttavia, è necessario cercare l’unità più profonda di tutto il personale della scuola. Unità che, ahimè, non vedo: tre giorni fa mi sono dovuta sorbire l’ennesimo discorso, argomentato da una persona ignorante ovviamente, accentrato tutto attorno alla figura, ormai mitica e leggendaria, del prof. fannullone e, quello che è peggio, del prof del sud ultrafannullone che si reca al nord per rubare il lavoro ad altri. Ora ditemi se questa è una categoria compatta? Bisogna risvegliare chi dorme e portarlo a ragionare: genitori e colleghi. SENZA DELINEARE CONFINI RELATIVI A PARTITI ED ORGANIZZAZIONI SINDACALI. Ha ragione Rita. Bisogna RIMANERE UNITI, TUTTI…altrimenti possiamo anche buttare la spugna adesso.
INTRODUZIONE:
lettura degli articoli della costituzione violati dalla riforma (Ivana)
lettura e commento delle riflessioni di Calamandrei e Hack (Ivana)
IRREGOLARITA’ FORMALI NELL’ITER DELLA “RIFORMA” (Serena Cortecci)
SCUOLA DELL’INFANZIA – MATERNE ED ELEMENTARI: (Anna Cassanelli e Paola Conti: la Conti potrà intervenire solo se trova una collega disponibile a scambiare con lei il turno)
-soppressione scuole piccoli comuni
- pluriclassi
-eliminazione delle compresenze
-tempo pieno a pagamento per i genitori
-difficoltà di gestione ordinaria: classi divise tra più sezioni per mancanza di supplenti
SCUOLE MEDIE (Ivo Grande e Gabriele Fichera/Ficarra)
SCUOLE SUPERIORI (Gian Marco)
-Slides con i dati elaborati da Gianma da aggiornare(alcune scuole spariranno del tutto)
-Un preside (forse il Parri o il Vannini) dovrebbero intervenire a speigare la situazione finanziaria.
- mancanze a cui andranno in contro tutte le scuole superiori (vedi classi pollaio etc)
LICEI (Loredana Mancini)
-attacco alle materie umanistiche
TECNICI (??????)
PROFESSIONALI (Lorenza e Carlo)
A.T.A. (Alessandro Pieretti)
CHE FARE?-PROPONIMENTI CONCRETI E PROPOSTE DI MOBILITAZIONE
P.s. Ognuno dei nominati dovrebbe girare il suo intervento sulla nostra mailing list e sul blog per eventuali integrazione. Ognuno avrà a disposizione 5 minuti di tempo. Gli interventi di ognuno vanno pubblicati sul blog anche per permetterci di sintetizzarli in vista della preparazione di una cartellina da consegnare ai genitori nella quale andranno inseriti anche i documenti prodotti dai genitori della S. Bernardino (pregherei Ivo di farlo circolare on-line in modo da poterlo stampare) ed il documento da inviare a Rotondi (Anna re-immettilo nella rete). Dimenticavo: sul blog compaio come Tatumuganda. Buon lavoro a tutti,
Ivana
LISTA INVITATI CONFERENZA:
La lettera d’invito sarà approntata domani mattina. Ve la invierò perché apportiate le opportune modifiche entro la giornata di domani. Quello che vi chiederei è solo di dare un’occhiata a questa lista per integrarla. Chi aveva gli indirizzi degli invitati alla conferenza dello scorso 30 settembre potrebbe immetterli in rete al più presto? Francesca ed Enrica avevano le associazioni disabili …. se possibile, oltre all’indirizzo e-mail cercate di procurarvi anche gli indirizzi di posta NON elettronica. Grazie a tutti.
TUTTI I PRESIDI
SEBASTIANI
U.S. R.
GILDA, COBAS, UNICOBAS, FLC CGIL, CISL, UIL
TUTTI I PARTITI
SINDACI
ASSOCIAZIONI DISABILI (Enrica Bardelli e Francesca, avevate voi i contatti? Li potreste far circolare nella mailing list il più presto possibile)
ASSOCIAZIONI GENITORI (Ci penso io)
ASSOCIAZIONI STUDENTESCHE (Gabriele! Li avevi tu i numeri di telefono di Corinna e delle altre farfalle rosse: per loro basta anche un sms o una chiamata)
COORDINAMENTI INSEGNANTI DI ALTRE CITTA’ (se non sbaglio Alessandra aveva contatti con il cpss di Firenze e di Bologna)
TUTTI I MASS MEDIA RAGGIUNGIBILI (Patrizia contattava la sua amica Giornalista di Rai tre, Rita ha contattato Radio Rosa. Io posso contattare il Corriere di Siena perché Gennaro Groppa abita sopra me… “contattate numerosi” )
QUESTO POTREBBE ESSERE UN MODELLO DI LETTERA D’INVITO DA SPEDIRE PER POSTA ORDINARIA O PER E-MAIL. CHE COSA NE PENSATE?
Siena, in data……
Alla cortese attenzione
di…………………………………
Oggetto: conferenza stampa
Il Coordinamento Salva Scuola ha il piacere di invitarLa alla conferenza stampa che si terrà presso l’Aula Magna del Liceo Scientifico Volta di Colle val d’Elsa (Viale dei Mille n°……) il giorno 12 aprile alle ore 15.00 per discutere della riforma Gelmini assieme a Lei, a tutti i lavoratori della scuola, ai genitori, agli alunni ed a tutti i cittadini interessati. Confidando in un gentile cenno di conferma della Sua adesione le porgiamo i nostri più
Cordiali saluti,
il portavoce del coordinamento salva scuola
NOME
MODELLO INVITO
All’attenzione dell’assessore etc
Oggetto:conferenza stampa e incontro-dibattito.
Il Coordinamento Salva Scuola ha il piacere di invitarLa alla conferenza stampa e dibattito che si terranno presso l’Aula Magna del Liceo Scientifico Volta di Colle val d’Elsa (Viale dei Mille n°…) il giorno 12 aprile alle ore 15.00 per discutere di come è cambiata e di come cambierà la scuola in seguito all’applicazione della riforma Gelmini. Quest’ultima è entrata in vigore per le scuole elementari e medie nell’anno scolastico in corso; da settembre prossimo la riforma entrerà in vigore anche per le superiori e sono già prevedibili, da parte di chi lavora nella scuola da anni, i numerosi problemi contestuali all’applicazione del “riordino”del secondo ciclo dell’istruzione. Le preiscrizioni sono state chiuse nonostante le enormi incertezze sul numero e sul tipo di istituti scolastici che effettivamente potranno essere attivi nel prossimo autunno. Molteplici, gravi e significative le difficoltà che stanno fronteggiando le scuole: difficoltà di natura sia economica che organizzativa. In qualità di insegnanti, genitori e cittadini abbiamo sentito l’esigenza di approfondirne la conoscenza e di discutere assieme dei profondi cambiamenti che si stanno realizzando a carico del sistema d’istruzione pubblica in Italia, perché ci interessa capire quale cultura e quindi quale futuro avranno gli adulti di domani. Con questo scopo si è costituito il Coordinamento Salva Scuola e con questo scopo è stata organizzata la conferenza stampa e il dibattito per i quali auspichiamo la presenza Sua, dei lavoratori della scuola, dei genitori, degli alunni e di tutti i cittadini interessati. Confidando in un gentile cenno di risposta per confermare la Sua partecipazione le porgiamo i nostri più cordiali saluti,
Il Coordinamento Salva Scuola
indirizzo del blog e indirizzo e-mail del cpss
(qualcuno potrebbe incontrare difficoltà nell’iscriversi al blog, qualora volesse, ed in tal caso potrebbe rispondere all’indirizzo cpss)
Per quello che può valere il parere di un geologo in tali situazioni direi che è OK.
L’iscrizione al blog è necessaria solo per scrivere articoli, tutti possono leggere il blog e scrivere un commento anche senza iscriversi.
In ogni modo va benissimo mettere anche l’e-mail del cpss.
Spediamo spediamo.
Mi sembro un ottimo lavoro. Per spedire chiedo a Ivana di inviarmi in allegato il file di invito con una e-mail.
INTERVENTO D’APERTURA
Perché ci siamo riuniti in questa aula magna? Vorrei rispondere innanzitutto con due articoli dello Statuto degli studenti e delle studentesse (D.P.R. 24 giugno 1998, n. 249 – G.U. 29-7-1998, n. 175), ignorato ahimè da alcuni dirigenti che in questo momento storico continuano ad invitare i docenti a non “creare allarmismo” laddove più che di “allarmismo” sarebbe maggiormente appropriata la parola “informazione”:
Art 3. Lo studente ha diritto di essere informato sulle decisioni e sulle norme che regolano la vita della scuola.
Art 5. Nei casi in cui una decisione politica o amministrativa influisca in modo rilevante sull’organizzazione della scuola gli studenti della scuola secondaria superiore, anche su loro richiesta, possono essere chiamati ad esprimere la loro opinione mediante una consultazione; analogamente negli stessi casi e con le stesse modalità possono essere consultati gli studenti della scuola media o i loro genitori.
Data la premessa verrebbe da chiedersi: c’è qualcosa di cui dovrebbero essere informati genitori ed alunni? Qualcosa che potrebbe creare “allarmismo”? Risponderemo per gradi durante questa conferenza-dibattito. Partiamo da quello che dovrebbe (ed uso il condizionale non a caso), essere un punto fermo: la nostra Costituzione. La Costituzione della Repubblica Italiana promulgata il 27 dicembre 1947 ed entrata in vigore il 1º gennaio 1948 dedica alcuni articoli all’istruzione, ne citiamo i passi più salienti:
Art. 33) – L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento. La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole e istituti di educazione, senza oneri per lo Stato […]
Art. 34) – La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore […] è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.
Art. 38) – Gli inabili […] hanno diritto all’educazione e all’avviamento professionale.
Vorrei commentare gli articoli appena citati con le parole di chi ha contribuito a formularli ed a difenderli: Piero Calamandrei. Nel suo Discorso in difesa della scuola del 1950 Calamandrei, a proposito del’art. 33 e dei finanziamenti alle scuole private, scriveva:
«Quando la scuola pubblica è forte e sicura, allora, ma allora soltanto, la scuola privata non è pericolosa. Allora, ma allora soltanto, la scuola privata può essere un bene […] Ci siano pure scuole di partito o scuole di chiesa. Ma lo Stato le deve sorvegliare, le deve regolare; le deve tenere nei loro limiti e deve riuscire a far meglio di loro. La scuola di Stato, insomma, deve essere una garanzia, perché non si scivoli in quello che sarebbe la fine della scuola e forse la fine della democrazia e della libertà, cioè nella scuola di partito. Come si fa a istituire in un paese la scuola di partito? Si può fare in due modi. Uno è quello del totalitarismo aperto, confessato. Lo abbiamo esperimentato, ahimè. Credo che tutti qui ve ne ricordiate, quantunque molta gente non se ne ricordi più. Lo abbiamo sperimentato sotto il fascismo […] Ma c’è un’altra forma per arrivare a trasformare la scuola di Stato in scuola di partito o di setta. Il totalitarismo subdolo, indiretto, torpido, come certe polmoniti torpide che vengono senza febbre, ma che sono pericolosissime. Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, [...] L’operazione si fa in tre modi: (1) ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. (2) Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. (3) Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico! Quest’ultimo è il metodo più pericoloso: la fase più pericolosa di tutta l’operazione. Denaro di tutti i cittadini, di tutti i contribuenti, di tutti i credenti nelle diverse religioni, di tutti gli appartenenti ai diversi partiti, che invece viene destinato ad alimentare le scuole di una sola religione, di una sola setta, di un solo partito».
Le parole di Calamandrei hanno un sapore talmente attuale che sono state riprese ed ampiamente commentate dalla astrofisica Margherita Hack che nella sua ultima opera Libera scienza in libero Stato (Rizzoli 2010) pone quel discorso del 1950 come premessa alle sue riflessioni. Secondo l’analisi dell’astrofisica, l’elemento che non favorisce la consapevolezza scientifica e la ricerca nel nostro paese è l’ottusità della classe politica: «la scarsa considerazione che la nostra classe politica e in particolare quella più recente riserva all’istruzione, all’università e alla ricerca è la conseguenza — scrive lo scienziato — del basso livello culturale della gran maggioranza degli eletti in Parlamento» (M. Hack, Libera scienza in libero stato, Rizzoli 2010, p. 30). Sempre secondo la Hack l’ottusità del nostro attuale governo si appoggia ad un’istituzione che collabora con una sinergia molto discutibile nel creare un circolo vizioso che penalizza la scienza: la Chiesa. Il risultato è un paese in declino, dove la ricerca non è tenuta in adeguata considerazione, dove lo stato taglia fondi alle scuole, alle università e alla ricerca, dove i cervelli fuggono (e dire che, nonostante tutto, gli studiosi italiani danno ottimi risultati – ma soprattutto all’estero) e dove la Chiesa non è estranea alla situazione. A coloro che difendono le decisioni del governo in materia di scuola trovando nella crisi mondiale il capro espiatorio di tutti mali vorrei rispondere con le parole di Barak Obama:
«In un momento difficile come il presente, c’è chi dice che non possiamo permetterci di investire in ricerca, che sostenere la scienza è un lusso quando bisogna dare priorità a ciò che è assolutamente necessario. Sono di opinione opposta. Oggi la ricerca è più essenziale che mai alla nostra prosperità, sicurezza, salute, ambiente, qualità della vita. […] Per reagire alla crisi, oggi è il momento giusto per investire molto più di quanto si sia mai fatto […] anche se in qualche caso i risultati si potranno vedere solo fra dieci anni o più: […] i finanziamenti pubblici sono essenziali proprio dove i privati non osano rischiare» (B. Obama, Discorso alla National Academy of Sciences, aprile 2009).
PARTE DELL’INTERVENTO D’APERTURA DA INSERIRE NELLA CARTELLINA:
«Quando la scuola pubblica è forte e sicura, allora, ma allora soltanto, la scuola privata non è pericolosa. Allora, ma allora soltanto, la scuola privata può essere un bene […] Ci siano pure scuole di partito o scuole di chiesa. Ma lo Stato le deve sorvegliare, le deve regolare; le deve tenere nei loro limiti e deve riuscire a far meglio di loro. La scuola di Stato, insomma, deve essere una garanzia, perché non si scivoli in quello che sarebbe la fine della scuola e forse la fine della democrazia e della libertà, cioè nella scuola di partito. Come si fa a istituire in un paese la scuola di partito? Si può fare in due modi. Uno è quello del totalitarismo aperto, confessato. Lo abbiamo esperimentato, ahimè. Credo che tutti qui ve ne ricordiate, quantunque molta gente non se ne ricordi più. Lo abbiamo sperimentato sotto il fascismo […] Ma c’è un’altra forma per arrivare a trasformare la scuola di Stato in scuola di partito o di setta. Il totalitarismo subdolo, indiretto, torpido, come certe polmoniti torpide che vengono senza febbre, ma che sono pericolosissime. Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, [...] L’operazione si fa in tre modi: (1) ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. (2) Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. (3) Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico! Quest’ultimo è il metodo più pericoloso: la fase più pericolosa di tutta l’operazione. Denaro di tutti i cittadini, di tutti i contribuenti, di tutti i credenti nelle diverse religioni, di tutti gli appartenenti ai diversi partiti, che invece viene destinato ad alimentare le scuole di una sola religione, di una sola setta, di un solo partito» (P. Calamandrei, Discorso in difesa della scuola, 1950)
PER I COLLEGHI CHE SI OCCUPANO DELLL’INTEGRAZIONE DEI DISABILI NELLA SCUOLA GELMINIANA ECCO UN MIO LAVORETTO DI QUALCHE MESE FA…DATE UN’OCCHIATA SOPRATTUTTO ALLA PERTE FINALE. BUON LAVORO A TUTTI, IVANA.
Per effetto della “riforma” Gelmini saranno riviste da medici legali le certificazioni che, in base alla legge n.104 del 1992 (Legge 5 febbraio 1992, n. 104, Legge-quadro per l’assistenza, ‘integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate, Pubblicata in G. U. 17 febbraio 1992, n. 39) sono affidate ai Servizi di Neuropsichiatria delle Asl per garantire alle scuole gli insegnanti di sostegno per i ragazzi disabili. Garanzie che, in assenza di altri strumenti, erano state estese anche ad allievi affetti da gravi disturbi del comportamento. Tale riorganizzazione, finalizzata anche a razionalizzare le spese, potrebbe far ricadere già dal prossimo anno scolastico sull’insegnante curricolare la gestione di tutti i ragazzi, compresi quelli che rientrano nella cosiddetta fascia del disagio. La figura dell’insegnante di sostegno è insostituibile perché vanta delle competenze che il docente cosiddetto curricolare non possiede. Le competenze dell’insegnante di Sostegno si possono individuare nelle seguenti quattro aree:
- riconoscere i bisogni educativi speciali;
- costruire progettualità individualizzate in ambito scolastico in funzione del progetto di vita;
- saper applicare efficaci strategie in ambito cognitivo e relazionale;
- avere competenze organizzative.
L’insegnante di Sostegno ad inizio anno scolastico attuerà una “osservazione partecipata” rilevando tramite appositi strumenti didattici il livello di integrazione degli alunni nella classe; successivamente provvederà a compilare una griglia valutativa iniziale delle procedure di apprendimento dell’allievo diversamente abile (analisi dei processi di apprendimento) ed infine si confronterà con ciascun docente curricolare per personalizzare il piano di lavoro, compatibilmente con le capacità dell’alunno e con la programmazione dell’attività didattica della classe in cui è inserito. Egli, inoltre, organizza e coordina gli incontri con tutti i soggetti coinvolti:
1. famiglia
2. consiglio di classe
3. équipe di riferimento (servizi socio-sanitari, specialisti privati ecc.) o assistenti sociali (se coinvolti)
Tutte le informazioni raccolte in questi colloqui sono verbalizzate ed inserite nel fascicolo personale dello studente. L’orientamento sul tipo di percorso formativo dell’alunno diversamente abile e la distribuzione oraria per disciplina delle ore di sostegno, deve essere attuata tenendo conto dell’Area disciplinare e delle competenze del docente di Sostegno (da ciò si evince che non si può obbligare l’insegnante di sostegno ad intervenire in aree disciplinari lontane dal suo percorso di studi, per es. una lingua straniera non conosciuta). Subito dopo il Consiglio di Classe, l’insegnante di sostegno:
1. concorda con ciascun docente curricolare i contenuti del progetto per la relativa disciplina o per gruppi di discipline
2. redige il Piano Educativo Individualizzato (P.E.I.) in cui vengono esplicitati:
- gli obiettivi educativi a lungo termine;
- gli obiettivi didattici;
- i contenuti;
- i metodi e gli strumenti utilizzati;
- il ruolo dell’educatore o dell’assistente ad personam;
- le modalità di verifica;
- i criteri di valutazione.
La versione definitiva del P.E.I. viene preparata per la riunione del successivo Consiglio di Classe che la approva e la sottoscrive. Il P.E.I. originale è inserito nel fascicolo personale dello studente e una copia è consegnata alla famiglia. Copie del documento vengono trasmesse all’équipe di riferimento e al Servizio Assistenza alla Persona, nel caso in cui l’alunno sia affiancato da un assistente anche nelle ore axtra scolastiche. Durante tutto l’anno l’insegnante di Sostegno prende accordi con ciascun collega relativamente alle attività da proporre, alle modalità organizzative e alla funzione del singolo docente per ogni ora di compresenza. Concorda inoltre le modalità di proseguimento del lavoro nelle ore della disciplina in cui egli non è presente.
Ogni insegnante curricolare si accorda con l’insegnante di sostegno e segue le linee educative proposte dall’insegnante di Sostegno e garantisce all’alunno certificato una proposta didattica che rispetti le indicazioni del P.E.I. e gli accordi presi. L’attività didattica con l’alunno può essere svolta in un luogo diverso da quello del resto della classe per rispondere ad esigenze particolari, compatibilmente con quanto previsto e deciso nel P.E.I.
Tutte queste preziose attività svolte dal docente abilitato a svolgere un servizio di sostegno agli alunni diversamente abili rischiano, a partire dal prossimo anno, di andare perdute o comunque affidate a personale della scuola e delle A.S.L. non adeguatamente specializzato. Già a partire da quest’anno scolastico ‘i tagli alla scuola’ hanno reso impossibile il pieno rispetto della legge 104: sovraffollamento delle classi con situazioni che vedono nelle stesse più di un alunno con disabilità; oggettiva riduzione delle ore di sostegno (nella provincia nella quale lavoro il rapporto è anche di un docente di sostegno per 8-10 alunni disabili di contro al rapporto 1 a due divulgato sul sito del ministero dell’istruzione); consistente taglio delle risorse umane. A di questa situazione che mette seriamente a repentaglio l’integrazione scolastica degli alunni con disabilità numerose associazioni hanno organizzato il 24 ottobre scorso a Roma un Seminario Nazionale di Studi per definire la prima Piattaforma per l’Inclusione Scolastica degli Alunni con Disabilità:
«Le scelte politiche operate in questo ultimo periodo — si legge nella presentazione del Seminario di Studi , denominato Integrazione: indietro tutta. Noi non C.I.I.S.tiamo (Aula Magna del Liceo Scientifico Newton, Via Manzoni, 47) — stanno mettendo in ginocchio la scuola pubblica italiana, compromettendo, di conseguenza, il processo di inclusione degli alunni con disabilità […] Quelli seguenti — si legge sempre nella presentazione — sono alcuni dei temi che segnalano lo stato attuale della scuola pubblica italiana e che denunciano come l’integrazione sia seriamente a rischio: il sovraffollamento delle classi in spazi notoriamente di metratura non sufficiente; più alunni disabili inseriti nella stessa classe: in una si è arrivati a censirne sette, ma è solo la punta di un iceberg (è stata infatti abolita la norma che stabiliva una persona con disabilità disabile in classi da venticinque e fino a un massimo di due in classi da venti); l’oggettiva riduzione delle ore di sostegno didattico erogato per ciascun alunno (stesso numero di risorse a fronte di bisogni aumentati: non si guarda ai bisogni individuali, ci si preoccupa invece che gli insegnanti per il sostegno siano numericamente gli stessi dell’anno scolastico 2008-2009, mentre gli alunni con disabilità sono aumentati); il consistente taglio delle risorse umane (con gli ultimi provvedimenti i “precari” sono diventati “precari invisibili”); il sovraccarico di lavoro per gli insegnanti in servizio». Secondo i promotori del Seminario di Roma, dunque, l’ipotesi di un “ritorno al passato”, della riapertura di “classi speciali” viene alimentata dai numeri che, attraverso la forte denuncia delle famiglie e delle Associazioni, fanno conoscere le molteplici situazioni di disagio.
Ivana Di Risio
BIBLIOGRAFIA:
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BINI G., Handicap e scuola, in «Insegnare», n° 11-12, 1996
CASTELLANI P., Il ruolo dell’insegnante di sostegno: problemi e prospettive, in «Educazione e scuola», n° 14, 1985
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PIAZZA O., Di chi è l’handicap?, in «Insegnare», n° 3, 2000
SITOGRAFIA:
http://www.disabili.com
http://www.oltrelebarriere.net
http://www.comune.fe.it/apis/adempimenti_normativi.htm